Cuatro Noches,
Teatro di Torino
La Nueva Compania Tangueros ha scelto la via più impervia,
quella del Nuevo Tango, in uno spettacolo dai costumi non suggestivi
e dalla danza talmente stilizzata e che così poco concede
alla spettacolarità facile, da mettere a dura prova
l'insonnia più ribelle.
Sergio Trombetta, Panorama
Risponde Jean Fajean:
Non aveva poi tutti i torti il panoramico
collega Trombetta nel propalare dagli spalti del suo integerrimo
ebdomadario
la notizia di cui sopra.
Che non se ne abbiano a male i nostri specializzati lettori:
tra i critici è infatti diffusa l'opinione che il Tango
pertenga al genere sgargiante del numero-attrazione e
della pirotecnica, o che tutt'al più sia un fenomeno
di costume, un passatempo del populacho come si dice in Argentina,
e solo in quanto tale - e sempre quando non intenda eccedere
i confini dell'Arte Popolare già disputatissimi da Croce
e Gramsci - sia degno della disinteressata approvazione di
quegli inflessibili recensori. Altra cosa è discorrere
di composizione coreografica, di drammaturgia, di tecnica,
di balletto, di stilistica, ovvero di quei principi attivi
che nella posologìa del Tango - piuttosto che nella
farmacopea della Danza Contemporanea - possono indurre
il paziente critico, il pubblico, o tutt'e tre, a sonnolenza
una volta al dì.
E se è pur vero che una sala piena, il cosidetto
successo di botteghino, racchiude in se un elemento di volgarità che
mal depone sulla virtù e sul rigore culturale del cartellone
predisposto dalla Direzione Artistica, cui certo non si richiedono
le pedestri doti del contabile e dell'amministratore, d'altro
canto il caso specifico del Tangueros in questione contraddice
l'assioma hemingwayano secondo il quale il pubblico non
può rimanere a lungo migliore dei critici che scrivono
sui giornali e sulle riviste.
Si è dato infatti che il breve tour di Quattro
Notti - l'impervio spettacolo di Nuevo Tango - abbia invece
registrato una scala reale di tutto esaurito: cinque città,
cinque teatri, cinque recite, cinque sold-out.
Gli insensibili lettori di Panorama e i pochissimi che
ancora prescindono da esso, hanno affollato le platee, le
gallerie, i palchi, i loggioni, i corridoi, gli anditi e
perfino i lampadari;
e da queste contratte postazioni hanno in seguito erogato
applausi infiniti e molteplici richieste di bis. Per nulla
intimorita
dallo spauracchio della biglietteria, una valanga di insonni
ha assediato ogni palcoscenico in cui erano annunciati i
Tangueros, tanto da originare certi odiosi episodi di mercato
nero con
accaparramento e rivendita a prezzi maggiorati degli ingressi.
Dopo aver tenuto in scacco per settimane il pool di ispettori
della Società degli Autori, il caso è stato
affidato al vostro amabile corrispondente il quale lo ha
risolto in
cinque minuti di indagini, sgominando l'astuto bagarino:
ho confessato.
Jean Fajean - The Tangueros Quarterly Review
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