Corazon Quebrado
ovvero
Milonga Boulevard

 

Corazon Quebrado è la versione definitiva di uno spettacolo inizialmente denominato Milonga Boulevard, anche questo basato sul racconto Le porte del cielo di Julio Cortazar. Se vuoi sapere di più delle prime due versioni (1996 e 1997/1999) non devi far altro che cliccare qui >>

 

 

Corazon Quebrado

Corazon Quebrado
Milonga dei cuori infranti
liberamente ispirato al racconto Le porte del cielo di Julio Cortazar

coreografia Mariachiara Michieli
drammaturgia Mariachiara Michieli e Marco Castellani
musica Osvaldo Pugliese
luci Chris Young
scene Mariachiara Michieli e Marco Castellani
costumi Felicina Dalle Piaggie

prima assoluta Festival di Nervi/Fondazione Carlo Felice di Genova, luglio 2000

per dieci danzatori

 

La milonga dei cuori infranti


CORAZON QUEBRADO era il nome di una celebre milonga in voga a Buenos Aires alla fine degli anni '40. Vi suonava di solito l'Orchestra di Osvaldo Pugliese ed era frequentata esclusivamente dai migliori ballerini di Tango della città. Gli appartenenti a questa casta di aristocratici outsiders erano in realtà tangueros un pò speciali: alla Milonga dei Cuori Infranti si era ammessi solo se dotati dello stile elegante che la musica di Pugliese richiedeva e se nello stesso tempo si sfoggiava "un dolore all'occhiello" comprovante quella predisposizione di sentimenti che il nome del locale certo non lascia alla nostra immaginazione.
La storia d'amore di Mauro e Celina, invece, non ha nulla di speciale: un classico "boy meets girl" in balera, o un drammatico "star-crossed lovers" porteño senza balconi o intermittenti veleni; eppure, attraverso i corpi dei milongueros, che come un coro greco assistono, commentano e a volte contrastano gli accadimenti, la vicenda acquista una certa sua grandezza simbolica: senza il Tango, la vita sarebbe dunque un errore madornale, come osservava Jorge Luis Borges? 
E che siano in realtà i milongueros sempre e comunque i veri protagonisti del Tango?
Balletto di Tango, Mélo, Feuilleton, Novelòn... con l'amore e la morte di mezzo, le definizioni si sprecano e ogni Tango è di per se un piccolo melodramma di tre minuti. 
Nelle Tango-Novelas di cinquanta anni fa, la fantasia popolare faceva cantare Rodolfo con la voce di Carlos Gardel e identificava il compadrito del quartiere con il malvagio Uriah Heep. 
Oggi, i romantici ballerini della Milonga dei Cuori Infranti danzano davvero con il loro "dolore all'occhiello" la fine delle illusioni e la spinosa bellezza della passione d'amore.

Mariachiara Michieli e Marco Castellani, Buenos Aires, Aprile 2000

 

La vita danzata dei milongueros


L'impianto narrativo di CORAZON QUEBRADO trova le sue premesse in un altro nostro spettacolo di alcuni anni fa - anch'esso tratto dal racconto Las puertas del Cielo di Julio Cortazar - che per certi versi costituì il primo avvicinamento tra il Tango e il Balletto o il Teatro Danza. 
Nelle nostre attuali intenzioni, tutti gli elementi di CORAZON QUEBRADO rispondono ad una concezione unitaria, dalle musiche di Pugliese eseguite negli arrangiamenti originali dell'epoca, alle coreografie di Mariachiara Michieli basate sui passi e sulle figure del Tango-salòn di quegli anni (in particolare dell'inconfondibile ed elegantissimo stile di Villa Urquiza), dai costumi ispirati alla moda urbana di allora all'affresco di Luca Signorelli appeso sulla parete in fondo allla milonga...
La struttura drammaturgica è articolata intorno all'amore semplice di Mauro e Celina. Imbastita al filo bianco, la storia si dipana lungo 25 brevi episodi (i famosi melodrammi di tre minuti) collegati fra loro come in una novela; non tutte le unità aristoteliche vengono quindi rispettate: sono piuttosto i sentimenti dei protagonisti che le loro azioni a trasmetterci il senso segreto della vita danzata dei milongueros.

 

Le porte del cielo :: la trama


La storia si svolge alla fine degli anni '40. 
Nella più bella milonga di Buenos Aires, Mauro e Celina si incontrano e si innamorano. Celina è una delle più famose ballerine della città, una vera milonguera nata per il Tango; Mauro invece conduce una vita normale. A Mauro non piace il mondo notturno e irregolare del Tango e soprattutto non vuole che Celina continui a frequentarlo. Lei, per amore suo, accetta di allontanarsene nonostante la lacerazione che questo abbandono le provoca. 
Celina di lì a poco si accorge che senza il Tango non può vivere: dapprima lo rimpiange, poi si lascia andare fino ad appassire.

Dopo una disperata ultima notte d'amore, Celina muore tra le braccia di Mauro. Egli si rende finalmente conto di quanto grande fosse l'amore di lei e quanto cieco e crudele fosse stato il suo comportamento. 
Distrutto dai rimorsi, Mauro vaga per la città. Inconsapevolmente finisce alle porte della milonga dove i Milongueros stanno ballando in onore di Celina. Gli amici cercano invano di consolare Mauro. Al contrario, il suo delirio cresce sempre più. Cerca Celina in tutte le ballerine e alla fine si accascia al suolo. Dopo averla tanto evocata, Celina ritorna per riprendersi Mauro, ballando con lui un altro struggente Tango.  
La milonga continua.

 

I famosi mostri :: i personaggi


Celina, le si vedeva nei fianchi e sulla bocca, era fatta per il Tango, nata dalla testa ai piedi per la milonga. In quel momento, misurai tutta la sua grandezza, il suo coraggio nel ripagare Mauro con gli anni trascorsi in cucina. Aveva rinunciato al suo cielo di milonga, alla sua calda vocazione per l'anice e i valzer creoli.

Mauro piangeva senza ritegno come ogni animale sano di questo mondo, senza la minima vergogna: 
- Ce l'ho qui dentro - e si puntava il petto come se volesse indicare un dolore o una medaglia - voglio dimenticare. Qualsiasi cosa, ubriacarmi, andare nelle balere, prendermi la prima donna che capita… -

I Milongueros compaiono alle undici di notte, scendono da regioni misteriose della città, lenti e sicuri, soli o a due a due. Si riconoscono e si ammirano in silenzio senza farsene accorgere, è il loro ballo ed il loro incontro. Vengono per questo, si allacciano con grave rispetto, ballo dopo ballo, girano lenti senza parlare, molti con gli occhi chiusi godono infine la parità, il completamento.

Julio Cortazar "Le porte del cielo" da Bestiario (Edizioni Einaudi)

 

Un paradiso semi-terreno :: la scenografia


La resurrezione della carne è stato dipinto da Luca Signorelli tra il 1497 e il 1500 presso la Cappella di San Brizio, nel Duomo di Orvieto. Appartiene al ciclo ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri. I corpi sono raffigurati con grande plasticità e precisione anatomica, colti nel momento di passaggio dalla condizione di dannati a quella di eletti, mentre riacquistano carne, muscoli, sangue ed espressione. I loro volti continuano ad essere profondamente umani, pur nella vicinanza con la divinità. I movimenti sono naturali, aggraziati e quasi danzati.

Vi erano centinaia di sedie vuote intorno alla pista che in quel momento era più affollata del night club di un sottomarino. I ballerini erano tutti compressi in un unico, inestricabile cubo umano.

J.L.Borges "Milonga Nacional" 

 

Il grande tango romantico :: la musica


La partitura musicale di CORAZON QUEBRADO è basata sulle composizioni di Osvaldo Pugliese, sugli arrangiamenti storici della sua Orchestra nell'epoca in cui si svolge la narrazione (fine anni '40) e sulle composizioni di musicisti in ogni caso riconducibili al suo stile, come per esempio Osvaldo Ruggiero, primo bandoneòn di Pugliese per trenta anni. Anche le composizioni di Piazzolla sono eseguite secondo la concezione pugliesana. 

Osvaldo Pugliese (1905-1995) appartiene alla mitologia del Tango. Grande pianista e sommo direttore d'orchestra, ha marcato con il suo stile inconfondibile più di cinquanta anni di storia della musica di Buenos Aires. Come compositore non è stato prolifico; essenziale piuttosto, e decisivo. I suoi tanghi sono stati tutti determinanti all'evoluzione del genere, a partire da Recuerdo (1924) e dalla famosa trilogia Negracha, Malandraca e La yumba (1942). La sua orchestra, fondata nel 1939 e mantenuta fino alla fine, è sempre stata considerata la migliore orchestra di Tango del mondo.

Osvaldo Ruggiero (1922-1993) è stato il primo bandoneòn per antonomasia dell'Orchestra di Pugliese. Un vero caposcuola: musicista autodidatta di enorme temperamento, dotato di tecnica raffinatissima, scatenava nel pubblico ondate di emozione. Le sue composizioni (Tremolina, Para dos, Malambeao, Locura tanguera..) rilucono, ha scritto Ernesto Sabato, come gioielli in un vicolo scuro. 
Osvaldo Ruggiero ha suonato solo una volta in Italia nel 1992, alla testa del Sexteto Tango, nel debutto di TANGUEROS.

 

 
 



 

 

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