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Reviews of Trio Esquina
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Catalogo
at Teatro Regio of Parma
THE HISTORY OF A NATION WITH MUSIC AND
DANCE
The air is absorbed and rapt in wonder by the bandoneòn's
sound that reverberates the far stars. On the stage,
in the black of the night, the César Stroscio's Trio
Esquina goes
over the history of a music and a dance, in the Pilotta's
old embrace. Languid and passionate. Evocative. The music
reaches
us in the deep and sweeps us away. The Nueva Compania Tangueros'
dancers draw tantalizing hieroglyphics on the floor,
according to their personal Tango's re-examination and through
the Mariachiara
Michieli's best choreographies. Pliant movements, strategy
of glances. Tango is like a tide that pushes and leaves,
it's like
a loneliness danced in pair, it's like to touch and understand.
Excellent, Silvina Aguera and Sebastian Romero, Silvia Vaccaro
and Mariano Suazo: they dance on the Rovira's tunes lively
and springy. Their bodies are either dangling in an exotic
dream
and expressing universal feelings. Classical Tango meets
Jazz and Contemporary Music thanks to the César Stroscio's
special arrangements for the Alma String Quartet. A ballet
pas de quatre: the figures open to the space while the pairs
soar
for other dimensions. A complex artistic harmony, between
accuracy and freedom. Virtuosity and fantasy.
Silvia Ugolotti
- La Gazzetta di Parma
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Corto
Maltese's Tango at Suoni & Visioni Festival
Teatro Franco Parenti, Milano
LA MAGIA DEL BANDONEÓN
UNISCE TANGO E JAZZ
Anche il tango si aggiorna, abbraccia
la multimedialità,
fonde la musica e la danza con il fumetto e la fotografia,
elaborando l'una e l'altra in un video. Lo si è visto
lunedì sera
al Teatro Parenti dove Suoni & Visioni ha presentato
Le vie del Tango: da Corto Maltese al jazz, uno spettacolo
accolto da
un grande pubblico e con straordinario calore. Protagonisti
il bandoneonista César Stroscio e il sassofonista
Javier Girotto. Stroscio, si sa, è un ottimo musicista,
che ha tolto al tango un pò della sua calamitosa tradizione,
dimenticando il vecchio detto del pensiero triste che si
balla, e facendo emergere il senso vitalistico di questa
musica.
Grandissimo successo e richieste di bis.
Vittorio Franchini,
Il Corriere della Sera
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César
Strosco & Vinicio Capossela
Teatro Comunale of Alba
I TANGHI DI CAPOSSELA AL BANDONEÓN
DI STROSCIO
Il singolare concerto ad Alba, con Gian Maria Testa
Li chiamano
concerti fuorivia, perchè evitano i sentieri consueti
e battono viceversa itinerari insoliti. Sabato scorso è toccato
a César Stroscio,
argentino di nascita e francese d'adozione, giunto nel cuore delle Langhe
in compagnia degli altri due membri del Trio Esquina. Ma è stata
la fama del principale invitato, Vinicio Capossela, dichiarato
ammiratore di Stroscio,
a moltiplicare l'attenzione intorno all'evento. Tant'è vero che per
contenere il pubblico accorso, la capienza del Teatro Sociale è stata
ampliata con l'apertura della sala più antica e il palco ha assunto
perciò una
configurazione bifronte.
Il Trio Esquina, interprete di un tango reso aristrocratico ed evanescente
da coloriture di jazz e bal musette, ha aperto le danze onorando il maestro
Piazzolla
e rendendo omaggio all'apolide eroismo da fumetto di Corto Maltese.
Primo ospite a comparire è stato Gian Maria Testa che ha restituito
la cortesia che Stroscio gli fece accompagnandolo al debutto discografico in
Habanera,
una delle sue canzoni migliori, ovviamente riproposta nella circostanza.
Ma è stato nella seconda parte dello spettacolo, con Vinicio Capossela,
che la temperatura emotiva della serata ha raggiunto l'apice. Innamorato del
Tango, Vinicio ha conquistato la ribalta e non l'ha abbandonata più sino
all'epilogo.
Abbracciati come due vecchi amici, César e Vinicio si sono infine
congedati dai presenti con gli inchini di rito.
Alberto Campo, La Repubblica
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Musiques
du Rio de la Plata
The CD review
Es para agradecer a los dioses que existan
mùsicos
como César
Stroscio. Sobre todo que estén incorporados, por vocaciòn,
al mundo del tango. Y que ademàs hayan decidido lanzar,
esta vez desde Francia, un disco de tan alta calidad.
Stroscio y sus excelentes compañeros del trio, Claudio
Pino Enriquez en guitarra y Hubert Tissier en contrabajo, recurrieron,
en las cuatro obras que abren este registro, a una arreglada
y a las otra tres compuestas por Eduardo Rovira. Pero, ademàs,
rinden un merecido tributo a Rodolfo Alchourròn en su
tema Esquina (arreglo también de Rovira), que da tìtulo
al disco.
Triple merito. Por elegir a dos talentos desaparecidos y
por traducirlos con un refinamiento y una inspiraciòn
absolutamente inusuales en el tango instrumental. Stroscio-Enriquez-Tissier
saben de sutilezas, colores, acentos,
conjunciones, donde los roles se intercambian solamente para enriquecer las
ideas.
René Vargas Vera, La Naciòn - Buenos
Aires
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Trio
Esquina at Sisma Festival, Pescara
LA MUSICA COLTA AFROAMERICANA
MAI COSì IN
ALTO
Nel giardino delle meraviglie
E' quindi apparso in scena
César Stroscio, uno dei non molti poeti del
bandoneòn ancora in circolazione. E ha preso a snocciolare, una dopo
l'altra, le perle di Eduardo Rovira, lirico tanguero la cui fama fu oscurata
da quella
del coetaneo Astor Piazzolla.
Per quasi tutti era il primo contatto con l'arte di Rovira, di cui ci avevano
detto mirabilie; anch'io ne conoscevo un unico brano, A Evaristo Carriego,
in un'incisione tarda di Osvaldo Pugliese. Ebbene, in questa musica vi è del
genio. Invano cerchereste in Rovira la continuità imperiosa di Piazzolla,
il suo pessimismo spietato, quasi disperata asserzione di sopravvivenza. Vi sono
però altri profumi e sapori: una malinconia gentile, un sentore lieve
di primavera, e una struggente volontà di canto, unita ad un disegno formale
dei pezzi non meno ampio che nel grande Astor, e anzi talora più capriccioso
e rapsodico. Autore meno prolifico, meno prepotente, meno assoluto di Piazzolla,
Rovira é però un petit maître che fa innamorare di sé,
e che, senza rinunciare alle asprezze del Tango, cluster e scoppi percussivi,
sa conquistare con mano gentile. Forse sta proprio qui l'affinità artistica
con Stroscio, che di lui fu allievo, e oggi è depositario e scrupoloso
custode. Egli suona Rovira con il gusto con cui altri disporrebbe un mazzo di
fiori. Lo confesso: non avevo mai capito che dal bandoneòn si potessero
trarre tanti colori, e perfino intrecciarne due in polifonia con le due mani.
L'esecuzione di Stroscio, non tesa a produrre sincronie impeccabili, ma anzi
sciolta e romanticamente trasandata, è stata motivo non minore dell'incanto
di questo concerto.
Quali i titoli più belli? Per primo A Luis Luchi (che come Carriego è un
poeta argentino), un ampio tango in rondò con cambi di tempo e umore
che vorremmo dire mingusiani, e poi il perentorio ma commovente Que lo paren
e ancora
Sònico, con il suo irrisolto ed erratico modulare - un Epistrophy
del Rio de la Plata - e poi... Ma basta, se no li dico tutti.
Marcello Piras,
Il Sismografo
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